North Island Sentinel

Le isole più spaventose del mondo

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Quando pensiamo ad un’isola, di solito immaginiamo la tipica isola paradisiaca, con sabbia bianca e acqua cristallina. Quello che non possiamo immaginare è che molte di queste nascondono delle insidie, sono bellissime ma anche molto pericolose.

Le isole delle quali parleremo qui di seguito, sembrano idilliache viste dall’alto, ma sono così pericolose che, anche se siete naufragati e una di queste fosse l’unica che avete avvistato dopo settimane, sarebbe più sicuro rimanere in acqua che addentrarvi per cercare riparo.

North Island Sentinel

E’ una delle isole più pericolose al mondo ed anche la più difficile da visitare. Situata nel Golfo del Bengala, in India, è abitata dalla tribù Sentinelesi, il popolo più isolato e inavvicinabile del pianeta. L’isola è estremamente attraente dal punto di vista turistico, ma i Sentinelesi, rifiutano qualsiasi tipo di contatto o di aiuto e reagiscono a ogni tentativo di approccio con atteggiamento aggressivo e bellicoso. Marco Polo ha avuto modo di testare “l’ospitalità” di questa tribù completamente selvaggia e ostile nei confronti dello straniero. Da allora nulla è cambiato. Si vocifera che nel 2006 la tribù abbia persino assassinato due pescatori intenti a pescare nelle acque attorno all’isola. Inoltre, nel 2004, in seguito allo Tzunami, un elicottero inviato dalle autorità sorvolò l’isola di per accertarsi che gli abitanti fossero sopravvissuti: la conferma fu data dall’ennesimo attacco di lance e frecce da parte dei Sentinelesi. Per questa ragione il governo indiano ha decretato il cessare di tutti i tentativi di avvicinamento all’isola di North Sentinel, sia per non far correre rischi agli inviati, sia per preservare l’esistenza della tribù. E ‘impossibile stabilirlo con certezza (per ovvie ragioni), ma si stima che l’isola sia abitata da circa 100 persone.

Isola di Queimada Grande

Conosciuta anche come l’Isola dei Serpenti si trova a circa 43 chilometri al largo delle coste del Brasile. Tuttavia, vi assicuriamo che non è così gradevole come le spiagge di Rio de Janeiro. E’ l’isola con la più alta concentrazione di serpenti velenosi al mondo. A vederla dall’aereo, sembra un piccolo paradiso incastonato nell’Oceano Atlantico, approdo ideale di ogni Robinson Crusoe. Ma se esiste un posto al mondo dove non conviene affatto naufragare è proprio Queimada Grande che secondo lo Smithsonian Institute, ospita tra i 2.000 e i 4.000 serpenti velenosi su una superficie di poco più di 4.000 metri quadrati. E’ l’habitat naturale del Bothrops Insularis, un crotalo considerato tra i serpenti più pericolosi al mondo: il suo veleno può uccidere una persona in meno di un’ora ed è mortale nel 7% dei casi. E’ talmente pericoloso avvicinarsi all’isola che il governo brasiliano ha negato qualsiasi accesso. Solo agli scienziati è consentito perlustrare l’isola, solo dopo aver ottenuto diversi permessi per realizzare le loro ricerche o alla marina militare che effettua una tappa all’anno per la manutenzione del faro. Non mancano poi i bracconieri che catturano i serpenti e li vendono sul mercato nero a prezzi tra i 10.000 e i 30.000 dollari.

Isola delle Bambole Impiccate

Non è particolarmente pericolosa, ma infonde veramente paura per lo scenario davvero degno dei migliori film horror. Si trova al largo della costa messicana, nel bel mezzo della palude e nasconde una storia di terrore e mistero. Si racconta che nel 1950, un uomo, Julian Santana Barrera, occupò uno degli isolotti del lago, vivendo in una capanna da lui stesso costruita. Un giorno scoprì il cadavere di una fanciulla in un canale vicino alla sua proprietà. Pensò che la morte fosse opera di piccoli spiriti maligni e per proteggersi, pensò di appendere delle bambole sugli alberi dell’isola. Secondo una leggenda le bambole di notte prendono vita, proteggendo l’isola ed il suo custode da tutto. Barrera fu trovato privo di vita nel 2001. Ciò che rende la storia ancora più inquietante è che fu trovato annegato nello stesso posto dove tempo prima aveva rinvenuto il cadavere della ragazza. Nonostante il macabro spettacolo, sono centinaia le persone che ogni anno si affollano per visitarla e scattare foto terrificanti…

Isola di Poveglia

Si trova a sud della costa di Venezia, lungo il canal Orfano, in quel tratto della laguna fra la serenissima e il porto di Malamocco.
Ad oggi è disabitata, non aperta al turismo e abbandonata all’erosione che ne riduce ogni giorno di più i confini. La storia di questa isola è cambiata quando i Romani decisero che sarebbe stato lì che avrebbe inviato tutte le vittime della peste dell’ impero. Un luogo surreale che nasconde un terribile passato fatto di morti, suicidi e fantasmi. Nel 1922 sull’isola venne costruito uno strano edificio la cui funzione ancora oggi non è mai stata chiarita. Secondo alcuni archivi potrebbe trattarsi di una casa di riposo per anziani, ma fatti e testimonianze inducono a pensare che si trattava di un manicomio: sulle pareti dell’ingresso compare infatti la scritta “reparto psichiatria”. La clinica per malati di mente venne smantellata nel 1946, ma gli anni in cui fu attiva furono i più densi di avvenimenti e avvistamenti particolarmente inquietanti.
Sull’isola nel corso degli anni sono sorte svariate leggende, spesso legate ad un’essenza malevola. Si racconta che i pazienti dell’ospedale fossero tormentati dalle anime dei morti di peste, ma trattandosi di persone “malate di mente” i loro racconti non furono mai presi in considerazione. Lo smantellamento del manicomio segnò il lento declino di Poveglia e della sua storia ufficiale rimanendo nell’immaginario collettivo come l’isola disabitata dove poter andare a caccia di fantasmi.

Isola di Miyakejima

Per visitare quest’isola è bene munirsi di una maschera antigas. Miyakejima è un’isola vulcanica dell’arcipelago Izu, al largo di Tokyo (Giappone) ed a causa della sua elevata attività vulcanica, l’atmosfera è carica di zolfo. In realtà, è considerata come la zona con la maggior concentrazione di zolfo del pianeta. Nel corso del secolo scorso, i vulcani hanno eruttato ben 6 volte, causando gravi problemi alla popolazione. A causa della tossicità dell’aria, le persone che vivono sull’isola devono indossare durante il giorno una maschera d’ossigeno.Il governo esegue periodicamente analisi per controllare la precaria salute della popolazione. Inoltre ha imposto pesanti restrizioni sul controllo delle nascite e dei rigidi limiti d’età per quanto riguarda i visitatori.
Nonostante ciò l’isola è riuscita a ritagliarsi una piccola fetta di turismo. Centinaia di persone si riversano intorno al vulcano ogni anno, attratte dai frequenti “Gas Mask Tour”, e dagli scenari apocalittici lasciati dai postumi dell’eruzione nelle zone abbandonate dell’isola, tra carcasse d’auto e strade distrutte.

Isola Ramree

Situata nel Golfo del Bengala, l’isola di Ramree è registrata nel Guinness dei primati come la scena del più grande massacro di esseri umani da parte degli animali.
La storia si svolge nel febbraio del 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale.
In fuga dall’esercito britannico, 1.000 soldati giapponesi si videro costretti a ritirarsi a est dell’isola, attraversando le mangrovie. Solo venti soldati saranno trovati in vita il giorno successivo. Tutti gli altri furono mangiati dai coccodrilli.

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