Dynamic Architecture

Dynamic Architecture e grattacieli che si muovono

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Il primo grattacielo che si muove potrebbe sorgere a Dubai nel 2020 secondo quanto ha riferito il sito di news locale Whatson.ae e potrebbe essere inaugurato in occasione dell’Expo. La torre, alta più di 400 metri sarà in grado di cambiare la propria forma a seconda dei desideri dei suoi occupanti. Sarà inoltre esempio di sostenibilità ambientale e non solo di spettacolarità scenica.

Grazie ad un meccanismo che consente ad ogni piano di ruotare in modo autonomo, in ogni momento si potrà scegliere il panorama che si desidera, decidere come sfruttare la luce del giorno o lasciare che sia una lenta rotazione ad offrire un panorama sempre diverso della natura circostante. Il risultato sarà dal punto di vista scenico un continuo apparire di forme diverse, dettate dal fluire del tempo. Gli spostamenti avranno una velocità molto lenta, così da non risultare fastidiosi per gli inquilini della torre, che non percepiranno il movimento”, ha spiegato l’architetto italo-israeliano David Fisher, progettista dei “grattacieli dinamici”.

L’architettura dinamica” ha dichiarato ancora Fisher, “stabilisce nuovi paradigmi estetici e, anche culturali; una rivoluzione totale nella storia dell’arte del costruire. Questa architettura è unica in quanto riunisce in un edificio la capacità di adattarsi alla vita ed alla natura, di generare energia pulita e garantire standards di qualità a livello industriale”.

Il progetto di Fisher

A lavori conclusi il grattacielo sarà costituito da 80 piani indipendenti, ciascuno in grado di ruotare di 360° attorno alla struttura centrale e avrà un’altezza complessiva di 420 metri. La sua costruzione costerà più di 700 milioni di dollari.

Ogni piano sarà autonomo e capace di ruotare su se stesso indipendentemente da ciò che accade sopra o sotto.

La tecnologia utilizzata per la costruzione di questi edifici è assolutamente innovativa: ogni piano della torre è costituito da un insieme di moduli prefabbricati costruiti all’interno di stabilimenti con processi di tipo industriale.

Ognuno di questi arriva sul luogo dove sorgerà il grattacielo praticamente pronto per essere abitato. Impianti, suddivisione degli spazi interni e finiture saranno realizzati e personalizzati secondo le indicazioni dei clienti.

Successivamente, i moduli verranno assemblati tra loro, sovrapposti uno all’altro e saranno agganciati alla struttura portante in cemento armato che include tutti i meccanismi necessari alla rotazione, gli ascensori, le scale e gli impianti centrali.

Fisher ha pensato di utilizzare per la realizzazione dei moduli alluminio, acciaio e fibra di carbonio, materiali leggeri e resistenti che avranno un’alta resistenza sismica. “Potranno essere costruiti con meno manodopera rispetto all’edilizia tradizionale e in tempi più brevi del 30%. A tutto vantaggio dei costi”, ha spiegato l’architetto.

Tra un piano e l’altro delle torri saranno collocate delle turbine eoliche. I tetti solari garantiranno ad ogni piano, e perciò all’intero edificio, la totale autonomia energetica.

Gli occupanti potranno controllare il movimento del proprio loft tramite pratici comandi vocali.

Il grattacielo, completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, non graverà sulla bolletta elettrica. I suoi abitanti perciò possono stare tranquilli anche se dovranno prepararsi a pagare fino a 30 milioni di dollari per ogni appartamento.

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